L’Antitrust al termine dell’indagine conoscitiva sul costo dei servizi bancari

Conti correnti: costi più alti di media Ue.

""Il costo medio in Italia è di 182 euro, in Francia 99, in Belgio e Gran Bretagna meno di 65, in Olanda è sotto i 35 euro.""

Il costo medio di tenuta e movimentazione di un conto corrente in Italia è «molto alto rispetto agli altri principali Paesi dell’Unione europea». Lo dice l’Antitrust al termine dell’indagine conoscitiva sul costo dei servizi bancari avviata un anno fa. Il costo medio in Italia è di 182 euro, in Spagna 108, in Francia 99, in Belgio e Gran Bretagna meno di 65, in Olanda è sotto i 35 euro.

VARIABILITÀ - In Italia è presente «un’enorme variabilità dei prezzi: per la stessa tipologia di conto si può pagare anche 10 volte di più», afferma l’Antitrust. I dati «confermano la maggiore debolezza del processo competitivo nel nostro settore bancario rispetto agli altri Paesi e l’assenza di incentivi allo sviluppo di un reale» concorrenza. Non è infatti il numero degli «operatori a garantire condotte aggressive, visto che Olanda e Belgio hanno il minor numero di gruppi bancari, ma anche il più basso livello di spesa media di conto corrente». L’indagine è stata condotta sulla base delle risposte a un questionario fornite da 72 banche, con copertura del 68% degli sportelli presenti sul territorio nazionale.

COSTI - L’indagine ha fatto emergere che i conti correnti a canone, la cui diffusione è aumentata, risultano meno convenienti dei conti a consumo. I conti a canone non sono pacchetti omnicomprensivi, bensì formule che hanno la funzione di accorpare le spese di tenuta conto. L’apparente semplificazione, afferma l’Antitrust, sembra invece aver agevolato le banche per collocare conti a prezzi ancora più alti e per rendere più complessa la capacità di scelta del conto da parte del consumatore. Infatti spesso i conti a canone lasciano a carico del consumatore numerosi servizi (bonifici, prelievo contante, incasso assegni, e altri) e al contrario includono servizi non legati al conto (polizze assicurative), rendendo così difficile la valutazione complessiva del conto «più conveniente».

INTERESSI – Come se non bastasse, l’analisi dimostra che ai conti meno convenienti sono associati tassi attivi più contenuti e tassi passivi più elevati. Paradossalmente più un conto è oneroso in termini di sua tenuta e movimentazione, più non è conveniente per il correntista in termini di tassi di interesse. Con i conti correnti online si può ridurre mediamente di circa il 60% la spesa.
DA: Il corriere

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