Marini “precipita” sul volo di Stato.


Chianciano Terme (Siena) – Fischi, una sonora raffica di fischi accompagnata da brontolii, proteste, rumori e sbatter di sedie. Fischi incredibili e inattesi, che hanno sorpreso anche gli addetti ai lavori, perché sgorgati da una platea postdemocristiana nei confronti di un autorevole postdemocristiano che difendeva un altro postdemocristiano, anzi due. Il fischiato è Franco Marini presidente del Senato, ieri sera alla festa dell’Udc a Chianciano Terme, perché giustificava e difendeva Clemente Mastella nonché Francesco Rutelli – ministro della Giustizia il primo, della Cultura e vicepremier il secondo – per l’uso dell’aereo di Stato al Gran premio di Formula 1. È dovuto intervenire Mario Baccini, per far cessare la contestazione e riportare all’ordine il ventre molle della balenottera bianca. Poi sul palco è salito Pier Ferdinando Casini, che è andato ad abbracciare Marini per solidarietà, e poco dopo è salito anche Mastella. Ma la frittata ormai era fatta, e gli applausi successivi son risuonati mosci, sapevano d’ordine e obbedienza. Che significato dare a questa raffica di fischi? Forse, anche la moderata e responsabile tribù postdemocristiana sta con Beppe Grillo.

Il presidente del Senato doveva essere pubblicamente intervistato da Mario Orfeo, direttore del Mattino. La prima domanda ovviamente, non poteva che essere sull’aereo per Monza e Marini, come un alpino, con fare deciso e sprezzo del pericolo, è partito all’attacco: «È una polemica immotivata, priva di senso e contenuto, un attacco indiscriminato e immotivato: non vedo dov’è lo scandalo». La platea, numerosa e già collaudata, s’è ammutolita, mentre Marini proseguiva spiegando: «Il vicepresidente del Consiglio Rutelli va come ministro del Turismo e vicepresidente del Consiglio a rappresentare il governo a un avvenimento sportivo, e va con l’aereo di Stato, è una cosa normale che accade in tutto il mondo. Ci sono posti liberi, un collega di governo chiede un passaggio e va con l’aereo di Rutelli: dov’è lo scandalo? Quale spesa in più per lo Stato? Io non riesco a vederla». Platea ancora immobile e attenta, così il presidente del Senato s’è approntato alla lezione morale conclusiva: «È giusta e legittima la critica, la satira, la ricerca della serietà e di taglio delle spese, però quando oltre a questo si vede un attacco indiscriminato e immotivato come quello al ministro Mastella allora è qualunquismo che travalica la critica politica». Qui la platea s’è improvvisamente liberata: nemmeno un applauso di approvazione ma una raffica di fischi.

Baccini, che è vicepresidente del Senato e gli sedeva al fianco, è subito intervenuto zittendo la platea, richiamandola all’ordine e ai doveri di ospitalità. E per chiudere in fretta l’incidente, ha invitato l’intervistatore a «passare alla politica». «Anche questa è politica», ha reagito Marini che ai fischi è corazzato (quanti ne ha presi, da sindacalista), dunque imperterrito ha proseguito la sua lezione, perché se l’«antipolitica» delle «campagne giornalistiche» e di Beppe Grillo contagiano anche le platee postdemocristiane, è meglio insistere col vaccino. «Non conosco democrazie che possono fare a meno dei partiti e dei Parlamenti», ha scandito con foga, «viviamo, noi e l’Europa, in un sistema criticabile, ma dei sistemi che la storia dell’umanità ha conosciuto fino a oggi, questo sistema articolato su forze politiche è il migliore, pur con mille difetti».

Non che Mastella non sappia difendersi da solo. Appena giunto alla festa per partecipare a un dibattito sulla riforma elettorale aveva dato sfogo alla sua furia coi giornalisti, dopo aver confidato che lo «hanno chiamato sia Berlusconi che Prodi» per esprimergli «la loro affettuosa partecipazione rispetto a una vicenda ignobile». Poi ha sparato: «C’è un tentativo di far saltare me e il governo, e credo che provenga dalla sinistra un po’ moderata, quella vezzosa, più che dall’opposizione: ma sappiano che se salta il governo salta anche la maggioranza».

da : Ilgiornale

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