Terrorismo islamico, 20 arresti in Italia , fermi anche in Francia, Portogallo e Gb

Blitz dei carabinieri questa mattina all’alba, su richiesta della Procura di Milano
Gli indagati sono accusati di essere membri di una cellula che reclutava kamikaze

Sequestri di manuali di Al Qaeda per la produzione di esplosivi

MILANO – Un’operazione contro il terrorismo internazionale di matrice islamista ha fatto scattare ordinanze di arresto per 20 cittadini stranieri in Italia, tra tunisini e algerini. L’accusa dei magistrati della procura di Milano è di aver costituito cellule salafite jihadiste, allo scopo di reclutare e instradare aspiranti kamikaze verso l’Iraq e l’Afghanistan. Da quanto si è saputo, la cellula non aveva in programma di fare attentati in Italia. Tra le accuse, anche quella di falsificazione di documenti d’identità, agevolazione dell’immigrazione clandestina e favoreggiamento della latitanza di persone ricercate per reati di terrorismo.

Oltre che in Italia, le ordinanze di custodia cautelare, sono state eseguite in Gran Bretagna, Portogallo e Francia. Gli indagati secondo l’accusa svolgevano attività di proselitismo in alcuni appartamenti (soprattutto di Milano) e non frequentavano moschee. Si spostavano da un Paese all’altro in Europa. Alla base dell’ordinanza di custodia cautelare vi sono soprattutto intercettazioni ambientali e telefoniche.

E’ questo il quadro che emerge dall’ordinanza di circa 500 pagine con la quale il Gip di Milano, Luisa Savoia, ha emesso i provvedimenti. Al momento, mancano all’appello tre presunti partecipanti all’organizzazione che si trovano all’estero e non sono stati ancora arrestati. Tra gli altri componenti della presunta associazione per delinquere finalizzata al terrorismo, due si trovano in Inghilterra, due in Francia e uno in Portogallo. I leader del nucleo terrorista sarebbero stati Dridi Sabri (a Milano), Medi Ben Nasr (a Reggio Emilia) e Imed Ben Zarkaouwi (quest’ultimo già a processo nel capoluogo lombardo dove, proprio stamattina, comincia per lui il processo d’appello).

Nel corso del blitz sono stati sequestrati manuali di Al Qaeda per la produzione di esplosivi, sistemi di innesco elettronici a distanza e veleni, istruzioni su tecniche di guerriglia.

L’inchiesta – coordinata dal procuratore aggiunto Armando Spataro e dal pm Nicola Piacente – è nata in Liguria nel 2004 e si ricollega a un’indagine precedente, quella che era sfociata nell’operazione Bazar con arresti effettuati sempre dai Ros tra il 2002 e il 2003.
da : repubblica

Leave a Reply