TREDICESIME PIU’ LEGGERE, PESA L’IRPEF.

I dipendenti italiani che si attendono per dicembre 2007 l’agognato ‘doppio stipendio’ avranno un’amara sorpresa: dai 15 ai 74 euro in meno rispetto al 2006. Ad affermarlo è il team dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre che ha condotto un’ indagine sul tema per diversi scaglioni di reddito.

La dieta forzata della tredicesima – spiega la Cgia in una nota – è la conseguenza del fatto che nel calcolo delle ritenute entrano in gioco solo le aliquote Irpef corrispondenti agli scaglioni di reddito e non si considerano le detrazioni, né gli assegni familiari che nell’ultimo anno sono state particolarmente ‘generose’ per i redditi medio bassi e per coloro che hanno familiari a carico”. Sempre secondo la ricerca della Cgia di Mestre, chi ha un reddito di 20 mila euro all’anno senza familiari a carico al posto dei 1.184,62 euro del 2006 si troverà 1.169,38 euro con una perdita, quindi, di 15,2 euro.

Di circa 25 euro, invece, l’impoverimento della tredicesima per chi ha 23 mila euro di reddito con un figlio a carico. Mentre sale a 33,7 euro il decremento della tredicesima di chi percepisce un reddito di 30 mila euro ed ha moglie e un figlio a carico. Arrivando poi a redditi di 50 mila euro con moglie e figlio a carico, la tredicesima verrà ridotta di 46,5 euro. Circa 75 euro in meno, infine, si ritroveranno coloro che dichiarano un reddito di 80 mila euro ed hanno moglie e due figli a carico. Gli esperti dell’associazione artigiani di Mestre hanno poi confrontato il netto in busta paga tra il 2006 e il 2007: il risultato complessivo è confortante almeno per chi ha un reddito al di sotto dei 40 mila euro, tanto da compensare la delusione della decurtazione della tredicesima.

“La ragione sta nel fatto che la Finanziaria 2007 ha rimodulato sia gli scaglioni di reddito sia le aliquote Irpef, – precisa Giuseppe Bortolussi, Segretario della Cgia di Mestre – aumentando di molto le detrazioni e gli assegni familiari, favorendo i redditi sino a 40.000 euro”. Riconsiderando i medesimi scaglioni utilizzati per indagare sulle tredicesime, l’Ufficio Studi ricompone dunque un po’ di ottimismo, talvolta peraltro davvero impercettibile.

E’ il caso dei single con un reddito di 20 mila euro: nel 2007, l’aumento netto è stato di 17,3 euro. Mentre è una cifra sostanziosa – ben 455 euro – per chi ha un figlio a carico e 23 mila euro di reddito annui. Scende a 334,8 euro l’aumento rilevato per la stessa fascia di reddito se il contribuente ha moglie e figlio a carico. Supera invece i 360 euro l’incremento in un anno di chi ha un reddito di 30 mila euro e moglie e figlio carico.

A perderci sono i contribuenti con redditi che partono dai 40 mila euro ed hanno moglie e figlio a carico: per loro in un anno la perdita netta é stata di 252 euro. Mentre arriva a quota 1.044 euro la diminuzione per i contribuenti con 80 mila euro di reddito e con moglie e due figli a carico.

33 MLD TREDICESIME, 28 IN FUMO TRA TASSE E MUTUI.
La tredicesima attesa per tutto l’anno sfumerà in gran parte in scadenze fiscali, mutui e rimborsi dei debiti più che in regali e tempo libero. Secondo l’Adusbef, nelle tasche degli italiani resterà appena il 16% della tredicesima mensilità, mentre l’84% verrà letteralmente “mangiato” da imposte, mutui, assicurazioni e bolli. Secondo l’associazione dei consumatori il monte tredicesime in arrivo a dicembre sarà quest’anno di 33,4 miliardi. Categoria per categoria, ai pensionati arriveranno 9,9 miliardi, ai lavoratori pubblici 8,6 miliardi e ai dipendenti privati di agricoltura, industria e terziario 14,9 miliardi.

Circa il 60% sarà però assorbito da fisco e rate, mentre un altro 24% servirà per pagare i prestiti contratti in un anno “durissimo di rincari e aumenti che hanno falcidiato i redditi delle famiglie”, con una perdita di potere d’acquisto del 6% rispetto allo scorso anno. A “bruciare un’ampia fetta” sarà innanzitutto l’Ici: entro il 20 dicembre, spiega l’Adusbef, saranno infatti versati in totale 5,6 miliardi di euro (il 16,7% del totale). La rc auto “mangerà 4,5 miliardi”, circa il 13,5% delle tredicesime, mentre 4,6 miliardi (13,7%) di euro serviranno per pagare le rate dei mutui per la casa, sui quali peraltro “incombe un pesante rischio di insolvenza per circa 1,9 milioni di famiglie”.

Il salasso per le famiglie – continua l’ associazione – non finisce qui: 3,5 miliardi se ne andranno infatti per pagare le tasse di auto e moto (10,5%), mentre 1,5 miliardi spariranno per il canone Rai (4,5%)”. E non solo: “la tredicesima per la maggior parte delle famiglie è già stata ipotecata per tasse, ratei e bollette delle utenze domestiche (Enel, Telecom, Eni), ma un ulteriore 24,8%, pari a 8,3 miliardi di euro, servirà per pagare i prestiti contratti con banche, finanziarie, parenti e amici dato che stipendi e pensioni non bastano più per far quadrare i bilanci familiari”.

I dati di Bankitalia mostrano del resto, nota l’Adusbef, che nel secondo trimestre del 2007 l’indebitamento dele famiglie è cresciuto del 9% sfiorando i 538 miliardi di euro. Per scopi più piacevoli, conclude l’associazione, restano quindi all’incirca 5,4 miliardi di euro complessivi, il 16% del monte di partenza, “che potranno essere spesi per cenone, regali e qualche viaggio”. Per l’associazione si tratta di “una miseria che non servirà a rilanciare i consumi, né ad alleviare le preoccupazioni delle famiglie”. Ecco una tabella, elaborata dall’Adusbef, su come verranno spese quest’anno le tredicesime.
da : ansa

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