Rapporto sui diritti globali 2008.

Diritti globali 2008:cresce troppo il divario sociale.

Il necessario costa troppo, il superfluo costa poco: è più economico arrivare a Berlino con un volo low cost piuttosto che pagare le bollette. L’inflazione é cresciuta in maniera "impetuosa", battendo di un punto percentuale l’incremento dei salari. E a tutto questo si aggiunge un "divario indecente" tra i guadagni: in un anno un top manager guadagna 400 volte il salario di un operaio. E’ la fotografia che il ‘Rapporto sui diritti globali 2008′ scatta dell’Italia, mettendo in evidenza una serie di paradossi e impasse a cui gli italiani devono far fronte quotidianamente. Il volume, presentato oggi a Roma e curato da Sergio Segio, è promosso con la collaborazione, tra gli altri, di Cgil, Arci, Cnca, Gruppo Abele e Antigone, ed elenca i punti deboli della globalizzazione, puntando il dito sulle criticità dell’economia, del mercato del lavoro, sicurezza e welfare.

- LAVORO, SEMPRE PIU’ PRECARIO: La flessibilità è sinonimo di precarietà. Nel 2007 i lavoratori a termine erano 2.269.000, quelli a tempo parziale 2.421.000. In entrambi i casi vi era una maggioranza di donne. La presenza femminile nel sommerso è stata calcolata in 1.350.000 unità, l’instabilità in 3.400.000 (il 18% non è occupato da meno di un anno). I salari sono cresciuti meno dell’inflazione. Il 32% delle donne e il 60% dei lavoratori precari guadagnano meno di 1.000 euro al mese.

- POVERTA’: Gli italiani di percepiscono più poveri o comunque a rischio povertà: il 32,1% parla di un peggioramento economico (nel 2007 era il 25,7%) e per il 13,7% si tratta di un cambiamento negativo molto significativo soprattutto nel Nord Est. Tra i beni percepiti come i più colpiti ci sono la benzina, alimentari, casa e trasporti.

- MORTI BIANCHE: Mille morti sul lavoro all’anno, 900 mila infortuni. Le zone grigie del 2007, quelle con situazione critica ma con possibilità di miglioramento, sono diventate nere: "Se la ricerca del profitto viene anteposta alla vita umana, bisogna interrogarsi seriamente sulle falle di sistema della sicurezza sul lavoro". Il testo unico sulla sicurezza sul lavoro è intervenuto sugli effetti perversi del sistema sicurezza, ma non ha modificato logiche e strategie di governo.

- IMMIGRAZIONE E LAVORO: Un’azienda su 5 fa ricorso agli immigrati per lavori "dequalificanti, faticosi e manuali". Gli stranieri arrivano in Italia sani, e anche a causa delle condizioni lavorative, rischiano di ammalarsi.

- SICUREZZA: L’Italia risulta essere un paese relativamente sicuro: gli omicidi corrispondono a 1,19 ogni 100 mila abitanti. Più sicuri rispetto al resto d’Europa anche per quanto riguarda i reati di strada. Rimane ancora netto però il divario tra percezione della minaccia ed effettività dei fenomeni criminali.

- IMMIGRAZIONE E SICUREZZA: I reati compiuti dagli immigrati pesano sul panico sociale, ma gli stranieri sono invece spesso vittime di violenza: del 16% degli omicidi, del 24% di stupri, del 5,7% degli scippi, del 12,3% delle rapine in casa, del 9,9% delle estorsioni.

- SPESE MILITARI: L’Italia è all’ottavo posto della classifica mondiale per la spesa militare. Nel 2007 sono stati spesi 29,9 miliardi di euro. Nel 2008 la spesa è stata aumentata di 2 miliardi.

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