16 gen, 2009

Postato da dama | 3 Commenti

Vendita online a prezzi scontatissimi di cibi scaduti in gran bretagna e l’ azienda fa affari d’ oro .

LONDRA – A prima vista è un barattolo di Nutella come tutti gli altri. Ad aprirlo, l’ odore è quello noto; e ad assaggiarla, la dolce crema di cioccolato, sembra avere il sapore di sempre. Magari è un tantino meno morbida, un po’ più difficile da spalmare sul pane. Le differenze che però ne fanno una Nutella speciale sono altre: la data sull’ etichetta avverte “best before January 4″.  Ovvero meglio mangiarla prima del 4 gennaio, che è passato da un pezzo. E il prezzo cui viene offerta è 1 sterlina, quasi un terzo del prezzo cui viene venduta dalla maggior parte dei supermercati britannici, che è 2 sterline e 55 pence. Quel barattolo, in altre parole, è un prodotto scaduto, ma che viene venduto lo stesso, con lo sconto. È legale. E il numero di coloro che sono pronti a mangiare la Nutella e molti altri alimentari scaduti, per risparmiare, sta crescendo a ritmo vertiginoso. L’ idea, in effetti, non è nuova. Sono otto anni che qui nel Regno Unito varie ditte specializzate in prodotti scaduti li vendono discretamente, senza farsi troppa pubblicità, a prezzo fortemente ribassato. Qualcosa di simile avviene anche in altri paesi europei, Italia compresa. Ma una di queste ditte, la “Approved Food” (Cibo Approvato – che, per dei prodotti scaduti, è un nome degno del Grande Fratello di George Orwell) di Sheffield, sta facendo affari d’ oro: dal settembre scorso, quando la stretta creditizia e la recessione hanno cominciato a mordere il consumatore inglese, il suo sito Internet ha decuplicato il fatturato. Arrivano così tante ordinazioni, ha spiegato il fondatore e presidente Dan Cluderay al Financial Times, che ha messo la notizia in prima pagina, da costringerlo a chiudere il sito per qualche giorno al mese per poter completare gli ordini arretrati. Insomma: la gente ha meno soldi, studia ogni metodo per ridurre le spese ed è perfino disposta a nutrirsi di prodotti scaduti, magari pure scadenti, per arrivare alla fatidica fine del mese. La Food Standard Agency, l’ agenzia governativa che controlla e regolamenta il settore alimentare in Gran Bretagna, precisa che i prodotti scaduti possono non essere in condizioni perfette o ideali, ma si possono lo stesso mangiare senza timore di ammalarsi o avvelenarsi. «L’ avvertimento che un certo prodotto andrebbe mangiato entro una certa data è un’ indicazione di qualità, non di sicurezza», afferma un portavoce dell’ agenzia. «Mangiare cibo dopo la data di scadenza non mette necessariamente la gente a rischio di un’ intossicazione alimentare». Quel “necessariamente” non è del tutto rassicurante. Ma la procedura è legale, la domanda esiste e nessuno, per il momento, protesta. Oltretutto, dal business dei prodotti scaduti, ci guadagnano in due, oltre al consumatore che ovviamente risparmia: da una parte le ditte come la “Approved Food”, che in questi tempi di crisi economica prosperano su una povertà in espansione; dall’ altra i supermercati, che ogni settimana devono tirare giù dagli scaffali i prodotti scaduti e sarebbero costretti a buttarli via se non ci fossero ditte disposte a pagare qualcosa per averli. Del resto, osserva il Financial Times, la “Approved food” è l’ unica che vende i prodotti scaduti attraverso Internet, ma esistono da sempre mercati di strada e catene di piccoli negozi che fanno la stessa cosa. C’ è chi fa la spesa al supermarket e chi riempie ogni settimana la sporta di prodotti scaduti. Non “necessariamente” scadenti.

da : repubblica


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