Col Bari al San Nicola tutti uniti per la A.

Bari-Parma, la partitissima. Il presidente della squadra pugliese svela progetti e ambizioni.

BARI - Presidente Matarrese, la A come un sogno?
«All’inizio sì, ma era un sogno programmato».

Quando ha cominciato a pensarci?

«Dopo i primi mesi. Il Bari faceva risultato su tutti i campi, nonostante fosse stato rivoluzio­nato. Basti pensare che tra luglio e gennaio so­no arrivati 25 giocatori. Ma sin dal primo gior­no si è visto un Bari bello, concreto, determi­nato ».
Un Bari apparso subito una squadra unita.
«In effetti Conte ha saputo subito sistemarla in campo mettendo insieme i giocatori vecchi e nuovi che ha avuto».
Una stagione fantastica, come l’avete prepara­ta con Perinetti e Conte?
«Mettendo a frutto la mia esperienza di tanti anni di calcio, la competenza di Perinetti, l’in­telligenza, l’entusiasmo e l’orgoglio di Conte unitamente al grande contributo di tutta la squadra. Il risultato è sotto gli occhi tutti».
Il risultato è strabiliante, 4 punti sul Parma, 9 sul Livorno, 12 sul Brescia.
«E’ frutto di un lavoro serio, programmato e portato avanti scientificamente dallo staff tec­nico del Bari di quest’anno. Non si lascia nien­te d’intentato, non si improvvisa niente. E de­vo dire che forse la dimostrazione di quello che abbiamo ottenuto finora è dovuto proprio a questa organizzazione. Il lavoro paga».
Questa sfida col Parma è la partita dell’anno.
«Io sono fiducioso. Il Bari ha dimostrato fino­ra di giocare un grande calcio. Non lo dico so­lo io, lo dicono tutti in Italia. Sono sicuro che continuerà a dare soddisfazioni ai propri tifo­si »

Il San Nicola profuma ancora d’Azzurro do­mani
che pomeriggio sarà?
«Un pomeriggio di sport, di festa. Ma vorrei anche vedere il San Nicola colmo di gente. Mai come ora la città deve dare la dimostrazione di volere la A. Si deve sostenere la squadra con tutti i mezzi».
In quel Parma c’è anche Vantaggiato
«Inutile nascondere che non volevo mandarlo via, l’ho anche supplicato a rimanere ma lui ha preferito non ritornare».
Non si è trovato bene a Bari.
«Ci sono state incomprensioni con qualche ti­foso e ci fu qualche episodio spiacevole. Il ra­gazzo
era ancora giovane».
In passato non ha mai nascosto le sue simpa­tie
per Joao Paulo, Maiellaro, Protti in questo Bari chi le ha rapito il cuore?
«Tutti meritano l’affetto e la mia riconoscenza. Non ci sono primedonne. La cosa più bella do­po la partita di Pisa è stata la telefonata del presidente della squadra toscana Pomponi complimentandosi per la vittoria del Bari, co­sa che raramente succede tra presidenti. Mi ha detto: ‘complimenti ha giocatori di grande umiltà’. La parola umiltà vuol dire tutto».
La serie A in arrivo è un affare?
«Chi lo può dire. Le prospettive, non dal pros­simo campionato ma da quello successivo, so­no buone. Nel 2010 ci sarà una ripartizione più equa rispetto al passato».
Come vi state preparando per il ritorno in A.
«Prima dobbiamo arrivarci, mancano ancora nove partite. Fra qualche settimana se vedre­mo
che il distacco è inalterato cominceremo a parlare di programmazione per la A. Oggi è prematuro».
C’è il rischio di perdere Conte?
«Mi auguro di no. Il Bari è una sua creatura e sarebbe bello se continuasse a portarlo avan­ti. Come un maestro delle elementari che ac­compagna gli alunni dalla prima alla quinta».
Non avete neppure sfiorato l’argomento?
«Abbiamo deciso di aspettare l’esito del cam­pionato. Perciò è importante continuare a fare risultati in modo da programmare in anticipo ogni cosa, come l’anno scorso».
Bisognerà blindare Perinetti.
«Perinetti è già legato al Bari. Non ci sono pro­blemi
».
Lei ha conquistato 4 promozione dalla B alla A con Bolchi, Salvemini, Materazzi e Fascet
ti. Conte rappresenta un altro calcio?
«Altri tempi, altre concezioni calcistiche. Ma questo forse è il più bel campionato di B».

Mandi un messaggio al presidente del Parma.

«Con Ghirardi ho un attimo rapporto. Ieri ho sentito una frase di Trapattoni che mi ha col­pito: quando due amici giocano al calcio, uno vuol battere l’altro. La stessa cosa dico io a Ghi­rardi. Siamo due amici ma è chiaro che voglio batterlo».
Porta il Bari in A e poi che fa? Passa la mano a suo figlio Salvatore?
«E’ nel programma. Poi vediamo. Non è che posso continuare a fare il presidente a vita».
Allargherete anche la base societaria?
«Se è possibile sì, sarebbe quanto mai oppor­tuno per creare una forza economica rispetto allo strapotere del Nord».

da: corrieredellosport

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