Postato da domino | 0 Commenti
Ho scelto di essere un uomo libero per poter esercitare compiutamente i miei diritti
Tag:aeronautica, avanzamento, costituzione, Marco Comellini, Maresciallo, merito, militari, norme, ordinamento militare, parlamento, RappresentanzaRiportiamo integralmente lo scritto inviatoci da Luca Comellini:
Egregio Direttore,
Fino a qualche mese fa ero un maresciallo dell’aeronautica, da alcuni anni vivevo in una situazione di aperta conflittualità – certamente da me non cercata ne voluta – con i vertici della F.A. in merito alle mie rivendicazioni per il libero esercizio dei diritti che la Costituzione riconosce ad ogni cittadino, in primis quello di potersi associare liberamente e di poter esprimere, altrettanto liberamente, le proprie opinioni e il proprio pensiero.
Evidentemente ciò che facevo – nel pieno rispetto delle vigenti norme dell’Ordinamento militare – per esercitare, e nell’esercitare, i miei diritti ha cominciato a risvegliare le menti assopite di molti miei (ormai ex) colleghi.
L’essere critico e nello stesso tempo propositivo verso determinati settori della vita militare come l’istituto della Rappresentanza, che o sempre definito autoreferenziale e fine a se stesso, oppure verso gli oscuri enigmi delle procedure di avanzamento o della disciplina, mi hanno dato notevole notorietà anche all’esterno del mondo militare permettendomi, concretamente di sollevare il livello della discussione politica su questi temi, non certo sempre conosciuti
L’amministrazione pensò di risolvere il problema “COMELLINI” sottoponendomi a partire dal maggio del 2006 a due differenti inchieste disciplinari per la massima sanzione di stato, entrambe concluse con l’archiviazione, una perché non avevano potuto provare le accuse rivoltemi e l’altra, quella iniziata nel settembre del 2007 e conclusasi solo il 2 aprile scorso, archiviata come “atto dovuto”.
Devo ammettere che nella seconda inchiesta i legulei dei vertici militari si sono sbizzarriti spaziando dalle infondate accuse di aver leso il prestigio, l’onore e il ruolo istituzionale del Capo di stato maggiore all’aver scritto e pubblicato articoli sui giornali e siti internet, fino ad affermare che l’aver presentato delle petizioni ai presidenti del Parlamento ai sensi dell’art. 50 della Costituzione costituisce una grave violazione del Regolamento di Disciplina; come se la Carta fondamentale della nostra Repubblica fosse soggetta ad un semplice regolamento interno di una amministrazione pubblica.
Molti di voi mi hanno manifestato la loro piena solidarietà e anche il massimo organo rappresentativo del Personale (cocer), alla fine, solo alla fine è intervenuto con una supplica al quale il loro capo ha recentemente risposto altrettanto laconicamente e senza entrare nel merito della questione, sebbene, a mio avviso, avrebbe dovuto e potuto farlo nell’esercizio delle sue funzioni di vigilanza (attesa la delicatezza degli interessi coinvolti e l’inviolabilità dei diritti posti in discussione con l’inchiesta disciplinare).
Lasciando per sempre l’Arma azzurra ho scelto di essere un uomo libero per poter esercitare compiutamente i miei diritti che avevano subito un maldestro tentativo di repressione e, per questo motivo, concludo con un sincero ringraziamento ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato per l’attenzione prestata alla vicenda e a tutti coloro che sono intervenuti con la loro solidarietà ed hanno fattivamente contribuito a rendere ancora più forte quel sentimento di giustizia e di uguaglianza sociale che le mie azioni hanno inteso rivendicare per affermare la sovranità e l’inviolabilità dei diritti costituzionali di cui devono godere pienamente anche i militari.
Grazie.
Luca Marco Comellini
Altri articoli sullo stesso tema:














