Obama apre dialogo con mondo mussulmano

WASHINGTON – Il presidente Usa Barack Obama è in viaggio verso il Medio Oriente con la speranza di migliorare i rapporti tra Stati Uniti e mondo islamico anche grazie a un discorso che, secondo i suoi collaboratori, sarà rivolto ai musulmani e affronterà tempi spinosi come il processo di pace e la violenza estremista.

Obama approfitterà del suo discorso al Cairo questa settimana per cercare di riabilitare l’immagine degli Stati Uniti offuscata dalla guerra in Iraq, dalle condizioni inumane riservate dagli Usa ai prigionieri e dalla mancanza di passi in avanti nei colloqui di pace per il Medio Oriente.

“Sono convinto che viviamo in un momento in cui nei Paesi islamici si riconosce che la strada dell’estremismo non sta portando condizioni migliori per le persone”, ha spiegato Obama a Nbc News poco prima di partire.

“Credo che si riconosca che essere semplicemente anti-americani non risolverà i problemi”, ha aggiunto.

Il portavoce di Obama, Robert Gibbs, ha detto ai giornalisti alla Casa Bianca che l’obiettivo del discorso riguarda “la revisione dei nostri rapporti col mondo musulmano”.

Il successo delle iniziative diplomatiche americane nella regione — come l’avanzamento del processo di pace israelo-palestinese e il blocco del programma nucleare iraniano — dipenderà anche da come Obama, di padre musulmano e che ha trascorso la sua infanzia in Indonesia, sarà in grado migliorare i rapporti tra Usa e mondo islamico.

Obama ha messo in guardia dall’avere troppe aspettative da questo discorso, che lui stesso ha definito il primo passo nell’apertura di un più ampio dialogo col mondo musulmano.

“Dopo tutto, un discorso non colmerà differenze politiche molto concrete e non risolverà alcune questioni molto difficili legate al Medio Oriente e alle relazioni tra Islam e Occidente”, ha puntualizzato Obama.

La prima tappa del viaggio di quattro giorni in Medio Oriente e in Europa sarà l’Arabia Saudita, dove Obama incontrerà Re Abdullah e affronterà questioni come il processo di pace, il programma nucleare dell’Iran e i prezzi dell’energia.

Washington e Riad hanno visioni diverse sui prezzi del petrolio. Obama si è dato molto da fare per cercare di risollevare l’economia Usa dalla recessione e ha espresso perplessità sui picchi dei prezzi del greggio, che potrebbero ostacolare la ripresa.

L’Arabia Saudita, dal canto, suo sollecita prezzi stabili, fissandoli a 75-80 dollari al barile rispetto al prezzo attuale di 68 dollari, secondo David Ottaway, esperto di Medio Oriente del Wilson Center.

“Per quanto riguarda il prezzo del petrolio, ci sono profonde e consistenti differenze nelle due posizioni”, ha spiegato.

I sauditi vorrebbero assistere a una maggior pressione sull’Iran per quanto riguarda il suo programma di arricchimento dell’uranio, che secondo l’Occidente punta a produrre armi atomiche e che secondo Teheran invece serve solo per scopi civili. I sauditi hanno espresso perplessità anche per la mancanza di passi in avanti nella soluzione del conflitto israelo-palestinese.

da : reuters

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