Liberté, égalité, Internet Sarkò sconfitto dai pirati

legge-hadopiSentenza storica a Parigi: “Nessuna sanzione per chi scarica gratis”

Alla fine lo schiaffo se l’è preso lui, Nicolas Sarkozy. Ieri la Corte costituzionale francese ha respinto la sua cosiddetta «legge dei tre schiaffi» contro gli utenti di Internet che scaricano gratis brani coperti da diritti d’autore – cosiddetta «Internet et Creation» o «Hadopi» («Haute Autorité pour la Diffusion des Œuvres et la Protection des Droits sur Internet»), fortemente voluta dal presidente tanto da chiamare a raccolta i suoi fedelissimi per assicurarne l’approvazione in seconda lettura all’Assemblea nazionale lo scorso 12 maggio – perché «viola i diritti fondamentali dell’uomo, sanciti dalla Costituzione». Esultano in Francia i militanti della libertà su Internet, che avevano fatto ricorso.

«Internet è una componente della libertà di espressione e di consumo» ha dichiarato il Consiglio della Corte Costituzionale, e «nel diritto francese c’è la presunzione d’innocenza» per cui «solo il giudice può pronunciare una sanzione, e solo dopo aver stabilito che si tratta di illegalità». La legge infrange due articoli della dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1789, che la Corte Costituzionale è tenuta a difendere: si tratta dell’articolo 11 che protegge la libertà di comunicazione e d’espressione, e dell’articolo 9 che pone il principio di presunzione d’innocenza. Per il Consiglio è accettabile solo che la «Haute Autorité» avverta l’internauta di essere stato identificato: non può sanzionarlo né disconnetterlo. Il Consiglio garante della costituzionalità delle leggi in Francia è rappresentato da nove membri fra i quali gli ex presidenti Valéry Giscard d’Estaing e Jacques Chirac.

L’efficacia di questa legge, che rendeva la Francia uno dei Paesi più rigorosi d’Europa in materia, è dunque annullata. Tre giorni dopo la sua disfatta alle elezioni europee, l’opposizione socialista – che si era ferocemente opposta a un testo che riteneva liberticida e inutile – si è immediatamente «ringalluzzita» per l’insuccesso del presidente. «In questa vicenda, è Nicolas Sarkozy che viene censurato dal Consiglio costituzionale», ha dichiarato il deputato Patrick Bloche. È uno smacco anche per la ministra della cultura, Christine Albanel, che aveva dichiarato che l’accesso a Internet dal proprio domicilio «non è libertà fondamentale».

A ideare la legge era stato il giornalista Denis Olivennes, direttore del Nouvel Observateur ex fondatore della catena di distribuzione Fnac di libri, dischi, film e software, un osservatorio che gli ha permesso di vedere la crisi in cui versa il diritto d’autore nell’era digitale. Senza ascoltare chi propone un copyright più flessibile, visto il nuovo scenario globale della società dell’informazione, propose una soluzione draconiana: costringere i fornitori di Internet a mandare tre avvertimenti – attraverso una costosa authority amministrativa – a chi scarica film e musica senza pagare i diritti, e poi sospendere l’accesso a Internet in caso di «recidiva», costringendo i «pirati» a continuare a pagare il loro abbonamento.Una nuova vittoria per Daniel Cohn-Bendit, fresco del trionfo elettorale con i Verdi alle europee in Francia. L’ex leader del 68 è stato tra i primi ad opporsi alla legge di Sarkozy e a bloccarla a livello europeo, grazie a una legge Ue che proibisce di tagliare Internet, «diritto fondamentale», a un utente senza la decisione di un giudice.Nicolas Sarkozy aveva sostenuto fortemente la legge anti-scaricamento illegale, considerandola una delle sue priorità e spingendo per il suo tormentato passaggio in parlamento, dopo una prima bocciatura. Sarkozy è anche intervenuto presso l’Ue per impedire che invalidasse la legge, come invece è accaduto.

da : lastampa

Leave a Reply