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DI PIETRO: FORZE ARMATE, FORZE DI POLIZA E DIRITTI ASSOCIATIVI
Tag:carabinieri, Di Pietro, forze armate, Forze di polizia, legge, Marco Comellini, militari, polizia, Rappresentanza, rappresentanza militare, riforma, sindacato, UeIntervista realizzata da Luca Marco Comellini per GrNet.it
D: onorevole Di Pietro, il Ministro della difesa vuole aumentare la presenza dei militari nelle città italiane anche a costo di ridurre drasticamente le indennità che a questi spetterebbero per legge. Come vedono i parlamentari europei questa militarizzazione del territorio?
R: “la risposta è molto semplice! I comparti difesa e sicurezza di fatto disciplinano le funzioni, le professionalità le competenze di ogni comparto. Pertanto ritengo che debbano essere impegnati a prescindere dalle posizioni politiche in ragione delle proprie competenze e specificità previste dalla ex legge 121/81.
Da sempre sono stato vicino alle problematiche dei comparti e pertanto ritengo che fare loro esercitare taluni compiti che hanno altri e viceversa non sia propriamente funzionale. Certi atteggiamenti creano diversità nelle indennità, nelle missioni, nell’impiego, negli straordinari. Penso che sia fatto per creare tensione all’interno degli stessi, non vedo altri motivi”
D: la percezione che il cittadino comune ha della sicurezza è prossima allo zero e sono molti quelli che contestano le soluzioni adottate dal Governo in ordine alla prevenzione e alla repressione dei reati. A fronte della scarsità di risorse economiche da destinare alle Forze di Polizia e alla magistratura, necessarie per consentire al personale di operare con un adeguato livello di sicurezza, per il pagamento degli straordinari effettuati o per ripianare le carenze di organico, quali sono i provvedimenti che adotterebbe se fosse al posto del Presidente del Consiglio dei Ministri?
R: “i cittadini ormai conoscono bene come viene gestita mediaticamente la questione sicurezza. E’ incredibile che l’attuale Governo che aveva impostato tutta la campagna elettorale su questo argomento abbia poi operato in maniera diametralmente opposta a quanto premesso. Sono evidenti i tagli operati nei confronti dei comparti difesa e sicurezza (tre miliardi di euro in tre anni) le norme approvate in Parlamento, (si veda la 112/2008), che hanno fortemente penalizzato gli operatori dei comparti , per non parlare poi del finanziamento (pacchetto sicurezza) alle ronde quando non riescono a pagare gli straordinari agli stessi uomini. Le nostre progettualità sono chiare; innanzitutto i comparti hanno bisogno di risorse per investimenti, assunzioni, formazione, straordinari ed adeguamento degli stipendi alla media europea e poco si è fatto per tutto questo tanto è vero che il contratto non è ancora stato rinnovato. Altri punti dolenti sono la specialità ed il riordino delle carriere non parliamo poi della politica della casa. Non vorrei mettere molta carne al fuoco ma penso che la situazione che ho sopraesposto sarebbe sufficiente a migliorare la qualità della vita agli operatori delle forze di polizia al di la della demagogia”
D: il personale delle Forze armate, a differenza di quello della polizia di Stato, non possiede alcuno strumento di tutela sindacale se non quello delle Rappresentanze militari, che di fatto rappresenta l’espressione degli stessi vertici militari e può operare solo entro i ristrettissimi limiti propri di un organismo gerarchizzato il cui parere non è vincolante. La Comunità Europea ed in particolare l’OSCE hanno più volte stigmatizzato il divieto, di aderire o costituire associazioni sindacali, imposto ai militari italiani dalla Legge 382/78. Cosa direbbe al Ministro La Russa che recentemente ha definito fortunati i carabinieri che non hanno un sindacato ma per mantenere in funzione le rappresentanze militari spende circa 40 milioni di Euro all’anno. Questi soldi Lei come li utilizzerebbe?
R: “sulle rappresentanze militari ritengo opportuno sostenere che la legge 382/78 è molto limitativa e non solo nella parte in cui i pareri non sono vincolanti; è giunto ormai il momento di istituire rappresentanze militari che abbiano strumenti di tutela più idonei, più attuali per il secolo in cui viviamo. Circa i soldi delle rappresentanze, se opportunamente disciplinate, sarebbero superflui.”
D: numerosi esponenti del PD hanno sempre dichiarato di condividere le richieste di maggiori garanzie e diritti costituzionali che gli vengono incessantemente rivolte dai militari, ma poi, nei fatti, hanno sempre dimostrato il contrario. Recentemente l’On. Franceschini ha enfatizzato all’inverosimile una proposta di legge per riformare l’Istituto della Rappresentanza militare, che ne prevede la coesistenza con le libere Associazioni, quest’ultime però regolamentate dal ministro competente. Partendo dal presupposto che l’esistenza di associazioni sindacali militari renderebbe inutile e controproducente, oltreché costosa, ogni attività che le rappresentanze militari, previo il vaglio gerarchico, volessero rivolgere al personale, Lei condivide le riserve espresse dal PD circa la completa estensione dei diritti sindacali ai militari oppure ritiene che siano infondate e che tali diritti siano invece indispensabili per garantire la salvaguardia delle libere istituzioni e dei principi democratici su cui si fonda la Repubblica?
R: “la Rappresentanza militare è un tema importante e deve essere trattato con la giusta considerazione; noi siamo per la salvaguardia dei principi democratici e quindi per l’estensione dei diritti sindacali alle rappresentanze militari.”D: il Ministro Brunetta è prodigo di espressioni offensive nei confronti dei dipendenti statali, in particolare per gli appartenenti alla Polizia di Stato che svolgono mansioni d’ufficio che recentemente ha definito “panzoni o burocrati”. Secondo un Rapporto dell’International Labour Organization (ILO), “l’alimentazione sul lavoro è percepita come una questione secondaria o un ostacolo da parte di alcuni datori di lavoro. Le mense, quando esistono, spesso offrono cibo mediocre e ripetitivo. I distributori automatici offrono generalmente alternative poco salubri e quindi una alimentazione inadeguata può ridurre la produttività del 20 per cento e causare danni alla salute”. Lei è stato un poliziotto e poi un magistrato, quindi conosce le difficoltà logistiche ed operative in cui lavorano gli operatori della P.S. . Cosa consiglierebbe al Ministro Brunetta?
R: “in questa legislatura siamo dovuti intervenire molte volte per evitare (vedasi l’ex 112/2008) che si perpetrassero nei confronti dei comparti sicurezza e difesa ulteriori penalizzazioni. Singolari, risultano poi, le dichiarazioni del Ministro Brunetta, del quale penso non conosca minimamente le peculiarità del personale delle forze dell’ordine, specialmente quelle che ha definito “burocrati e panzoni”. L’esigenza dei buoni pasto molto bassi, la mancanza di qualità delle mense per mancanza di risorse, l’alto stress che i dipendenti hanno, concorre fortemente a creare le difficoltà che il Ministro ha evidenziato. Se fossi stato in lui mi sarei preoccupato di risolvere molte delle questioni che ha sollevato, ma vista l’incapacità si lanciano i gridi di allarme senza capire le motivazioni. Consiglierei al Ministro di adeguare i buoni pasto, di mettere più fondi per le mense di servizio, di potenziare la formazione e le tecniche operative ed educazione della materia abbinata al servizio, per migliorare la qualità della vita degli operatori.”
da : grnet
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