Decreto anticrisi : Fondo di credito per i nuovi nati.

babyDECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI  10 settembre 2009
Disciplina relativa all’attuazione e alla gestione del Fondo di garanzia. Fondo di credito per i nuovi nati. (09A12619) (GU n. 250 del 27-10-2009 )

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

di concerto con

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Decreta:
Art. 1.
Attuazione e gestione del Fondo di garanzia

1.  Il  Fondo  di  credito  per i nuovi nati, (di seguito: «Fondo»)
istituito   presso   la  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  -
Dipartimento   per   le   politiche   della   famiglia  (di  seguito:
«Dipartimento») e’ destinato alle finalita’ di cui all’art. 2.
2.   Il  Fondo,  dotato  di  personalita’  giuridica,  e’  soggetto
patrimoniale autonomo e separato.
3.   Il   Dipartimento   e’  l’amministrazione  responsabile  degli
interventi  di  cui al presente decreto e, per le operazioni relative
alla  gestione amministrativa del Fondo, si avvale ai sensi dell’art.
19,  comma  5, del decreto-legge n. 78 del 2009, della prestazione di
una societa’ a capitale interamente pubblico (di seguito: «Gestore»),
affidandole direttamente l’esecuzione delle seguenti attivita’:
a) esame della documentazione trasmessa dai soggetti finanziatori;
b)  pagamento  ai soggetti finanziatori delle somme dovute in caso
di intervento della garanzia del Fondo;
c) pagamento dei contributi agli interessi di cui all’art. 8;
d) esercizio dell’azione di recupero ai sensi dell’art. 7.
4.   Per  l’esecuzione  delle  attivita’  di  cui  al  comma  3  il
Dipartimento  emana  un  apposito disciplinare, da sottoscriversi per
accettazione dal gestore, con il quale vengono stabilite le modalita’
di  svolgimento del servizio e i relativi rapporti economici, nonche’
le forme di vigilanza sull’attivita’ del gestore, tali da configurare
un controllo analogo a quello che il Dipartimento esercita sui propri
servizi. In particolare:
a)  il  Dipartimento  esercita nei confronti del Gestore poteri di
indirizzo,  impartendo  direttive  ed  istruzioni  anche di carattere
tecnico-operativo  e  puo’  disporre  ispezioni,  anche  al  fine  di
verificare il corretto adempimento dei compiti demandati al gestore;
b)  il  gestore e’ tenuto a fornire al Dipartimento tutti i dati e
le   informazioni   concernenti  la  regolarita’,  la  tempestivita’,
l’efficienza   e   l’efficacia  del  servizio,  con  la  periodicita’
richiesta dal Dipartimento.

Art. 2.
Operazioni ammissibili alla garanzia del Fondo

1.  Sono  ammissibili  alla  garanzia  del  Fondo  le operazioni di
finanziamento a favore dei soggetti esercenti la potesta’ genitoriale
di  bambini nati o adottati negli anni 2009, 2010 e 2011. Nel caso di
potesta’ o affido condiviso e’ ammesso un solo prestito.
2.  I  finanziamenti  ammissibili alla garanzia del Fondo hanno una
durata  non superiore a cinque anni e sono di ammontare non superiore
a cinquemila euro e a tasso fisso.

Art. 3.
Soggetti finanziatori
1. Possono effettuare le operazioni di finanziamento garantite dal Fondo i seguenti soggetti (di seguito: «finanziatori»): a) le banche iscritte all’albo di cui all’art. 13 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 e successive modificazioni ed integrazioni; b) gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco di cui all’art. 107 del medesimo decreto legislativo.
2. I finanziatori stipulano con il Dipartimento apposite convenzioni il cui schema e’ stabilito da un protocollo di intesa tra il Sottosegretario delegato per le politiche della famiglia e l’Associazione Bancaria Italiana (ABI). Sullo schema di convenzione tipo e’ acquisito il parere preventivo del Ministero dell’economia e delle finanze.
3. Con il protocollo d’intesa di cui al comma 2 sono disciplinate le modalita’ di adesione dei finanziatori, e’ determinata la tipologia del finanziamento nonche’ il costo massimo dell’operazione di finanziamento garantita dal Fondo, e sono stabilite le regole di gestione del Fondo in conformita’ con quanto previsto dal presente decreto.
Art. 4.
Natura e misura della garanzia

1.  La garanzia del Fondo e’ concessa nella misura del 50 per cento
del  finanziamento  ed  e’  incondizionata,  irrevocabile  ed a prima
richiesta.
2.  Per ogni operazione di finanziamento ammessa all’intervento del
Fondo  viene  accantonato,  a  titolo  di coefficiente di rischio, un
importo  non inferiore al 10 per cento dell’importo del finanziamento
stesso.
3.  La  garanzia  del  Fondo  opera  nella  misura del 50 per cento
dell’esposizione  sottostante  al  finanziamento erogato per la quota
capitale,  tempo  per  tempo  in essere, nei limiti del finanziamento
concedibile,  per  gli  oneri  determinati  secondo  quanto  previsto
dall’art.  3,  comma  3  e  per  gli interessi contrattuali e di mora
calcolati in misura non superiore al tasso legale.
4.  Entro  il limite del 20 per cento della disponibilita’ iniziale
del  Fondo, la garanzia e’ elevata al 75 per cento, e concessa con le
stesse  modalita’  di  cui al comma precedente, per i richiedenti con
indicatore ISEE non superiore a euro 15.000.
Art. 5.
Ammissione alla garanzia
1. L’ammissione delle operazioni di finanziamento alla garanzia del Fondo avviene esclusivamente per via telematica, con le seguenti modalita’: a) il finanziatore, raccolta la documentazione attestante il possesso da parte del beneficiario dei requisiti per ottenere il finanziamento, comunica al gestore la richiesta di attivazione della garanzia del Fondo per i finanziamenti previsti dall’art. 2; b) il gestore assegna alla richiesta un numero di posizione progressivo, secondo l’anno, il mese, il giorno, l’ora e il minuto di arrivo della richiesta, verifica la disponibilita’ del Fondo e comunica al finanziatore l’avvenuta ammissione alla garanzia del Fondo; c) il finanziatore, a pena della sospensione della facolta’ di operare con il Fondo, comunica al gestore l’avvenuto perfezionamento dell’operazione di finanziamento ovvero la mancata erogazione del finanziamento entro sessanta giorni lavorativi dalla richiesta di cui alla precedente lettera a).
2. Nel caso in cui le disponibilita’ del Fondo risultino totalmente impegnate e venga quindi negata l’ammissione alla garanzia, il gestore ne da’ immediata comunicazione al Dipartimento ed al finanziatore.
3. L’efficacia della garanzia del Fondo decorre, in via automatica e senza ulteriori formalita’, dalla data di erogazione del finanziamento.
4. Con le stesse modalita’ di cui al comma 1 i finanziatori comunicano l’eventuale avvenuta estinzione anticipata del finanziamento.
Art. 6.
Intervento della garanzia

1.  In caso di inadempimento del beneficiario del finanziamento, il
finanziatore,  decorsi  novanta  giorni  dalla data di scadenza della
prima   rata   rimasta,   anche   parzialmente,  insoluta,  invia  al
beneficiario   medesimo  l’intimazione  al  pagamento  dell’ammontare
dell’esposizione  per  rate  insolute,  capitale  residuo,  interessi
contrattuali  e  di  mora, tramite lettera raccomandata con avviso di
ricevimento contenente la diffida al pagamento della somma dovuta.
2.  L’intimazione  di  pagamento  e’  inviata,  per  conoscenza, al
gestore.
3.   Trascorsi  infruttuosamente  sessanta  giorni  dalla  data  di
ricevimento  da parte del beneficiario dell’intimazione di pagamento,
il  finanziatore puo’ chiedere l’intervento della garanzia del Fondo,
mediante  lettera  raccomandata  con avviso di ricevimento inviata al
gestore  entro i successivi novanta giorni, e puo’ avviare, a proprie
spese,  la  procedura per il recupero della quota del credito e degli
accessori non garantita dal Fondo. Il mancato rispetto del termine di
novanta  giorni  di  cui  al precedente periodo e’ causa di decadenza
dalla garanzia.
4.  Alla  richiesta  di  attivazione  della  garanzia  deve  essere
allegata la seguente documentazione:
a) dichiarazione del finanziatore che attesti:
1) l’avvenuta erogazione della somma al beneficiario;
2) l’inadempimento del beneficiario accertato con le modalita’ di
cui al comma 1;
3)  la  data di avvio delle procedure di recupero del credito con
l’indicazione   degli   atti   intrapresi  e  delle  eventuali  somme
recuperate;
4)  l’ammontare  dell’esposizione  rilevato  con  riferimento  al
sessantesimo   giorno   successivo   alla  data  dell’intimazione  di
pagamento di cui al comma 1;
b)  copia  del  contratto  di  finanziamento con relativo piano di
rimborso e scadenze;
c)  copia della documentazione attestante il possesso da parte del
beneficiario dei requisiti per ottenere il finanziamento;
d) copia di un documento di identita’ del beneficiario.
5.  Entro  trenta giorni dalla data di ricevimento della richiesta,
completa  della documentazione di cui al comma 4, il gestore, secondo
l’ordine  cronologico  di  ricevimento  delle  richieste,  dispone il
pagamento al finanziatore dell’importo determinato ai sensi dell’art.
4, comma 3.
6.  Nel  caso  in  cui  si  renda  necessario il compimento di atti
istruttori  per  il completamento della documentazione, il termine di
cui  al  comma  5  si  interrompe  fino  alla  data  di  arrivo della
documentazione  mancante  o  dei documenti richiesti. Le richieste di
intervento  del Fondo sono respinte nel caso in cui la documentazione
integrativa  non  pervenga  al  gestore  entro  il termine di novanta
giorni dalla data della richiesta.
7.  Nel  caso  in  cui successivamente all’intervento del Fondo, il
beneficiario   del  finanziamento  provveda  al  pagamento  totale  o
parziale  del  debito, il finanziatore deve provvedere a riversare al
Fondo  le  somme  riscosse  nella  misura eccedente la quota indicata
all’art. 4, comma 3.

Art. 7.
Surrogazione legale
1.    A seguito del pagamento, il Fondo, legalmente rappresentato dal gestore, e’ surrogato nei diritti del finanziatore, ai sensi dell’art. 1203 del codice civile e provvede tramite il gestore, al recupero della somma pagata, degli interessi al saggio legale maturati a decorrere dal giorno del pagamento fino alla data del rimborso e delle spese sostenute per il recupero, anche mediante il ricorso alla procedura di iscrizione a ruolo, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 e del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46.

Art. 8.
Contributi in conto interessi a favore delle famiglie con portatori di malattie rare
1. Sui finanziamenti a favore dei soggetti esercenti la potesta’ genitoriale di bambini nati o adottati nell’anno 2009 che siano portatori di malattie rare, individuate dall’elenco di cui all’art. 5, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124, e’ concesso, oltre alla garanzia del Fondo, un contributo in conto interessi in misura tale che il tasso annuale effettivo globale a carico del beneficiario sia pari allo 0,50 per cento.
2. La richiesta del contributo di cui al comma 1 va presentata al finanziatore, allegando, oltre alla documentazione prevista dall’art. 5, comma 1, lettera a), il certificato di una struttura sanitaria pubblica attestante la patologia sofferta.
3. L’ammissione delle operazioni di finanziamento al contributo di cui al comma 1 avviene esclusivamente per via telematica con le seguenti modalita’: a) il finanziatore, raccolta la documentazione di cui al comma 2, comunica al gestore la richiesta di attivazione del contributo per i finanziamenti previsti dall’art. 2; b) il gestore assegna alla richiesta un numero di posizione progressivo, secondo l’anno, il mese, il giorno, l’ora e il minuto di arrivo della richiesta, verifica la disponibilita’ del Fondo e comunica al finanziatore l’avvenuta ammissione; c) il finanziatore, a pena della sospensione della facolta’ di operare con il Fondo, comunica al Gestore l’avvenuto perfezionamento dell’operazione di finanziamento ovvero la mancata erogazione del finanziamento entro sessanta giorni lavorativi dalla richiesta di cui alla precedente lettera a).
4. Nel caso in cui le disponibilita’ del Fondo risultino totalmente impegnate e venga quindi negata l’ammissione alla garanzia, il Gestore ne da’ immediata comunicazione al Dipartimento ed al finanziatore.
5. Il Fondo corrispondera’ ai soggetti finanziatori l’importo del contributo in conto interessi di volta in volta maturato alle date del 30 giugno e de 31 dicembre di ogni anno.
6. Con le stesse modalita’ di cui al comma 3 i finanziatori comunicano l’eventuale avvenuta estinzione anticipata del finanziamento.
Art. 9.
Revoca delle agevolazioni
1. Il Dipartimento ha la facolta’ di operare verifiche a campione sulla documentazione presentata ai finanziatori dai beneficiari.
2. Nel caso in cui risulti che la concessione delle agevolazioni e’ stata determinata da dichiarazioni mendaci o false attestazioni, anche documentali, il Dipartimento provvede, previa contestazione dell’addebito nelle forme di legge, alla revoca delle agevolazioni medesime ed alla trasmissione dei relativi atti all’Autorita’ giudiziaria.
3. La revoca dell’agevolazione comporta per il beneficiario l’obbligo di rimborsare al Fondo, entro i termini fissati dal provvedimento di revoca, la somma che sia stata corrisposta dal gestore al finanziatore, ivi compresa l’eventuale quota a titolo di contributi agli interessi, di cui all’art. 8, rivalutata secondo gli indici ufficiali ISTAT di inflazione in rapporto ai «prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati», oltre agli interessi corrispettivi al tasso legale.
4. Nel caso in cui il beneficiario non ottemperi al versamento, si procede al recupero coattivo della somma da esso dovuta con le modalita’ di cui all’art. 7.
Art. 10.
Risorse finanziarie del Fondo

1.  Le  risorse  finanziarie  del  Fondo affluiscono in un apposito
conto corrente infruttifero presso la Tesoreria centrale dello Stato,
intestato  al  gestore  e dallo stesso utilizzato per le finalita’ di
cui   al   presente   decreto   secondo  le  modalita’  indicate  nel
disciplinare di cui all’art. 1, comma 4.
2.  Il titolare del conto corrente infruttifero e’ tenuto alla resa
del conto ai sensi degli articoli 333 e seguenti del regio decreto 23
maggio  1924,  n.  827, recante regolamento per l’amministrazione del
patrimonio e per la contabilita’ generale dello Stato.
Art. 11.
Osservatorio
1. Presso il Dipartimento e’ costituito, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, un osservatorio con funzioni consultive. Il Dipartimento acquisisce il parere dell’osservatorio sui seguenti argomenti: a) risoluzione di eventuali questioni interpretative in relazione ai contenuti delle disposizioni legislative e delle convenzioni; b) proposta di eventuali modifiche alla predette convenzioni, sulla base delle risultanze della prima applicazione; c) verifica dell’andamento delle operazioni di cui al presente decreto.
2.L’osservatorio e’ composto da un rappresentante del Dipartimento, da uno del Ministero dell’economia e delle finanze, da uno dell’ABI, da uno del gestore, nonche’ da un rappresentante delle associazioni dei consumatori e degli utenti iscritte nell’elenco istituito presso il Ministero dello sviluppo economico ai sensi dell’art. 137 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, da queste unitariamente designato.
3. Per l’incarico dei componenti di cui al comma precedente non e’ corrisposto alcun compenso. Il presente decreto sara’ inviato alla Corte dei conti per la registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 10 settembre 2009
p. Il Presidente del Consiglio dei Ministri Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Giovanardi Il Ministro dell’economia e delle finanze Tremonti Registrato alla Corte dei conti il 12 ottobre 2009 Ministeri istituzionali – Presidenza del Consiglio dei Ministri, registro n. 9, foglio n. 76

da : gazzettaufficiale

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