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Napolitano: la disuguaglianza e la povertà
Tag:Corona Inglese, costo della politica, discorso di fine anno, Eliseo, Gian Antonio Stella, Napolitano, Presidente della repubblica, Quirinale, Sergio RizzoIl Presidente Napolitano nel discorso di fine anno, tra i tanti temi che ha toccato, c’è stato anche quello che riguardava le retribuzioni degli italiani, a suo dire troppo basse, e l’eccessiva pressione fiscale, che penalizzava la competitività italiana.
Il Presidente continuava invoncando l’attenzione della politica su queste questioni con un’azione pubblica.
Bene, vorrei ricordare a noi tutti, che dietro questo ben parlare, da parte del capo dello Stato ci dovrebbe essere anche l’auspicio che i costi della Casa in cui vive, non per volere degli italiani, ma per accordo dei parlamentari, si riducano massicciamente, quantomeno in rispetto dei lavoratori e delle famiglie che, più volte ha menzionato nel suo discorso.
Volglio ricordare che da un indagine condotta nel 2007 da due giornalisti del Corriere della Sera, Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, il Quirinale è risultato costare a noi italiani ben 4 volte tanto la Corona Inglese!
Il Quirinale nel 2008 è costato ai cittadini 224.000.000 euro
Il Confronto con le istituzioni di altri paesi è quantomeno imbarazzante: Il Colle costa il doppio dell’Eliseo francese e otto volte il cancellierato tedesco! In dieci anni i costi del Quirinale si sono gonfiati del 91%.
“E’ necessario che si riscoprano e si riaffermino valori troppo largamente ignorati e negati negli ultimi tempi”, dice il nostro Presidente. “Più rispetto dei propri doveri verso la comunità – elenca – più sobrietà negli stili di vita, più attenzione e fraternità nei rapporti con gli altri, rifiuto intransigente della violenza e di ogni altra suggestione fatale che si insinua tra i giovani”
Ebbene la sobrietà tanto auspicata dovrebbe, a mio avviso, caratterizzare il bilancio del Quirinale e non solo…
Con questo auspicio chiudo e auguro a tutti i nostri lettori un sereno 2010 ricco di ogni bene.
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Il discorso di Napolitano è stato un classico esempio di retorica politica, un insieme di parole e concetti latitanti. L’Italia è prigioniera di una classe politica ipocrita, inconcludente, rissosa, con le mani in pasta ovunque: questo vale sia per la destra che per la sinistra. In mezzo sta la variabile impazzita del partito della trebbia, ma la sostanza sempre quella è. Non è democrazia, non può esserlo.
Buon anno e cari saluti.