ODHIR – OSCE: DIRITTI RISTRETTI PER I MILITARI ITALIANI.

Atto Camera . Interrogazione a risposta scritta 4-05742

presentata da on. MAURIZIO TURCO

MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. -

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri, al Ministro della difesa.

- Per sapere – premesso che:

l’Ufficio per le istituzioni democratiche ed i diritti umani (ODHIR – Office for democratic Institutions and human Rights) è un’istituzione specializzata dell’OSCE che si occupa di elezioni, diritti umani e democratizzazione. In particolare assiste gli Stati membri dell’OSCE nell’attuazione dei loro impegni a dimensione umana, fornendo esperienza e supporto pratico nel rafforzamento delle istituzioni democratiche per mezzo di programmi a lungo termine per potenziare le norme di legge, la società civile ed il controllo democratico;

l’Italia è tra i paesi fondatori dell’OSCE dal 25 giugno 1973;

nell’ambito del progetto sui diritti umani del personale delle forze armate, nel 2004 è stato intrapreso uno studio preparatorio sullo scambio di informazioni sul Codice di condotta relativo agli aspetti politico-militari della sicurezza. A causa della grande disparità nella qualità e la natura delle informazioni disponibili, l’OSCE ha sviluppato un questionario dettagliato distribuito a tutte le missioni permanenti dei paesi membri nel 2005, al fine di ottenere dati sulle leggi, le politiche e le pratiche in materia di diritti umani delle forze armate così come sono riconosciuti ed applicati nei loro rispettivi ambiti;

come sintesi risultante dalla somministrazione del predetto questionario, l’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell’OSCE, insieme al centro per il controllo democratico delle Forze armate di Ginevra (DCAF), ha pubblicato il manuale per i diritti umani e le libertà fondamentali del Personale delle Forze armate. Esso propone una panoramica delle legislazioni, delle politiche e dei meccanismi per assicurare protezione e applicazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali del personale delle forze armate;

da come si evince a pagina 20 del predetto manuale, solo i seguenti paesi hanno risposto esaurientemente:

Austria, Azerbaijan, Biellorussia, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Canada, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Polonia, Portogallo, Russia, Serbia e Montenegro, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucrania, Regno Unito, Stati Uniti. Mentre, il Liechtenstein (senza forze armate regolari), il Tajikistan, la Santa Sede (senza forze armate regolari) hanno trasmesso una semplice nota verbale di ricezione. L’Italia insieme ad Albania, Andorra (senza forze armate regolari), Armenia, Cipro, Grecia, Ungheria, Islanda (senza forze armate regolari), Kazakistan, Kirgikistan, L’allora Repubblica Yugoslava, Moldavia, Principato di Monaco (guardia di palazzo con semplici funzioni cerimoniali), Olanda, Romania, San Marino (senza forze armate regolari), Turkmenistan, Uzbekistan non ha risposto affatto;

il capo di stato maggiore dell’aeronautica con la lettera n. SMA/125/G5O-2/1-97, rivendicava con una punta di orgoglio quanto segue: «Da uno studio realizzato dall’OSCE che ha analizzato in un’ottica comparativa i diritti fondamentali degli appartenenti alle forze armate dei paesi aderenti, è possibile evincere che in tema di diritti civili o politici quali il diritto di associazione, la libertà di espressione e di manifestazione, e altri (…) per le limitazioni imposte ai propri militari, l’Italia è considerata uno Stato con «restrizioni moderate», ciò implica che il parametro di riferimento del Governo in materia di diritti dei militari siano Paesi come l’Albania, l’Armenia, il Kazakistan, il Kirgikistan, la Moldavia, il Turkmenistan, e l’Uzbekistan. Ossia quei Paesi che come l’Italia hanno ritenuto superfluo rispondere al questionario dell’OSCE e non quei partner europei cui si immaginerebbe l’Italia dovrebbe tendere ad assimilarsi più naturalmente quale Paese membro e fondatore dell’Unione europea :

se il Governo intenda chiarire i motivi per cui l’Italia ha deciso di non dare il suo contributo all’iniziativa omettendo, sia di rispondere al questionario sottopostole dall’OSCE, sia di tradurre in italiano – oggi è disponibile solo in inglese, russo, francese, bosniaco, croato e serbo – il manuale per i dritti umani e le libertà fondamentali del personale delle forze armate, rendendolo così disponibile e agilmente fruibile da tutti gli addetti ai lavori e in primis ai militari a cui esso si rivolge.

da : camera

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