Raee : riciclo lampadine e fonti luminose.

I Sistemi Collettivi aderenti al Centro di Coordinamento RAEE.
I Sistemi Collettivi nati per assolvere collettivamente alle obbligazioni loro attribuite dal Decreto Legislativo 151 del 2005 per la gestione dei RAEE hanno il compito primario di gestire il trasporto ed il trattamento ed il recupero dei RAEE sull’intero territorio nazionale.
I Sistemi Collettivi attualmente attivi in Italia nel settore dei RAEE domestici sono 15 , alcuni dei quali specializzati su singoli Raggruppamenti altri invece si occupano di gestire più categorie di prodotto, Sistemi Collettivi Multifiliera.

Il Centro di Coordinamento RAEE è costituito dai Sistemi Collettivi istituiti per la gestione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), in adempimento all’obbligo previsto dal Decreto Legislativo 25 Luglio 2005 n. 151 e successive modificazioni e integrazioni.

Esso è finanziato e gestito dai produttori ed ha per oggetto l’ottimizzazione delle attività di competenza dei Sistemi Collettivi, a garanzia di comuni, omogenee e uniformi condizioni operative.

Il Centro di Coordinamento, organismo previsto dal Decreto Legislativo 151/05, ha il compito di ottimizzare le attività di competenza dei Sistemi Collettivi, a garanzia di comuni, omogenee e uniformi condizioni operative.

Da un punto di vista giuridico il Centro di Coordinamento è un consorzio di natura privata, gestito e governato dai Sistemi Collettivi sotto la supervisione del Comitato di Vigilanza e Controllo.

Il ruolo primario del Centro di Coordinamento è quello di garantire che tutto il Paese venga servito e che tutti i Sistemi Collettivi lavorino con modalità ed in condizioni operative omogenee.

Il Centro di Coordinamento, oltre a stabilire come devono essere suddivisi tra i diversi Sistemi Collettivi i centri di raccolta RAEE, rende disponibile a questi ultimi un call center nazionale quale unico punto di interfaccia per le richieste di ritiro.

La partecipazione di tutti noi consumatori è fondamentale per proteggere noi stessi e l’ambiente che ci circonda dai rischi derivanti dall’inquinamento e dalle elevate quantità di rifiuti che ogni giorno produciamo.

I RAEE, cioè i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, sono entrati da poco nel sistema della raccolta differenziata del nostro paese. Ogni anno vengono immessi nel mercato italiano più di 4 milioni di personal computer, 3 milioni e mezzo di televisori, 135 milioni di sorgenti luminose e così via. Una volta giunti a fine vita, questi rifiuti si differenziano per tipo, volume, peso, fragilità e grado di pericolosità ambientale.

All’interno di questo vasto panorama, le sorgenti luminose a scarica costituiscono un caso particolare: prodotti moderni ed innovativi, che fanno risparmiare energia, ma che possono trasformarsi in un potenziale pericolo per l’uomo e l’ambiente, a causa delle sostanze pericolose che contengono, e che vanno di conseguenza correttamente raccolti e trattati in appositi impianti.

Infatti poiché al loro interno è presente il mercurio, quando si esauriscono diventano rifiuti pericolosi. Oltre alla tossicità hanno anche la caratteristica della fragilità, essendo costituite per il 90% da vetro. Durante la loro sostituzione è perciò necessario maneggiarle con cura evitandone la rottura. Soprattutto non devono essere gettate nella pattumiera o nel cassonetto e bisogna separarle dai rifiuti solidi urbani affinché vengano avviate al corretto processo di ritiro e riciclo.

Per evitare che le eco-lampadine finiscano in discarica la Normativa ha stabilito la predisposizione di appositi centri di raccolta, detti anche isole ecologiche, dove i RAEE sono ritirati dai Consorzi dei Produttori, come Ecolamp ad esempio. Per conoscere il punto di raccolta più vicino, bisogna consultare il sito www.cdcraee.it, dove si puo’ trovare la Lista dei Centri di Raccolta per Area Geografica.

È importante sapere che soltanto le lampade a basso consumo di energia si raccolgono separatamente dagli altri rifiuti, mentre le lampade ad incandescenza e ad alogeni (quindi le lampade contenenti il filamento metallico) e a LED non sono soggette a raccolta differenziata.

Per quanto riguarda il settore illuminotecnico, la Normativa si applica esclusivamente alle apparecchiature di illuminazione, termine con cui la Legge indica gli apparecchi di illuminazione e le sorgenti luminose, con esclusione delle lampade ad incandescenza e ad alogeni.

Le sorgenti luminose oggetto della normativa riguardano le seguenti tipologie di prodotti:

* i tubi fluorescenti lineari e non;
* le lampade fluorescenti compatte non integrate;
* le lampade fluorescenti compatte integrate a risparmio di energia;
* le lampade a scarica ad alta intensità, ad alta e a bassa pressione;

Il primo step del riciclo comporta, essendo le sorgenti luminose un rifiuto pericoloso, la messa in sicurezza delle componenti pericolose presenti all’intero dei RAEE ed il successivo stoccaggio dei rifiuti. Durante questa attività, le sorgenti luminose dismesse vengono selezionate, ed in seguito suddivise in relazione alla lunghezza e dimensione di ciascun rifiuto.
Nel caso delle sorgenti luminose, i prodotti a fine vita sono stoccati in appositi contenitori metallici di proprietà del Consorzio, realizzati in due versioni: uno specifico per le lampade fluorescenti lineari ed un altro destinato invece al resto delle tipologie di lampade a scarica.
Una volta organizzate in contenitori, si procede con il trattamento ed il riciclo dei rifiuti di sorgenti luminose attraverso cui si riesce a recuperare quasi il 99% dei materiali presenti all’interno.

Il riciclo delle sorgenti luminose viene attualmente effettuato attraverso diversi metodi consolidati che utilizzano principalmente due tecnologie differenti: taglio e separazione dei componenti la prima, frantumazione e separazione la seconda.

Il metodo “Taglio dei terminali”, “End Cut Technology”, (applicato alle lampade fluorescenti lineari) prevede l’inserimento delle lampade all’interno di macchinari specifici dove i terminali (componenti metalliche, rottami d’acciaio, alluminio, ottone e residui di vetro) vengono tagliati e raccolti separatamente. Le sostanze fluorescenti ed il mercurio vengono invece estratte dal tubo di vetro attraverso un getto d’aria compressa per poi essere raccolte e recuperate attraverso speciali filtri.
Il processo si conclude con il lavaggio del vetro, per poi essere successivamente triturato e privato dei resti metallici mediante un separatore di metalli.

Il metodo “Triturazione e Separazione”, o “Crush and Separation Technology”, viene invece applicato a tutte le lampade, sia con forma lineare che non. Questa tecnologie prevede la triturazione delle sorgenti luminose e la successiva separazione e trattamento delle singole componenti attraverso appositi macchinari.
I materiale di scarto, quali metalli e vetri, subiscono un successivo trattamento mentre le polveri fluorescenti, separate nei diversi stadi dai materiali residui, sono raccolte in appositi contenitori.
La fase finale del processo di riciclo delle sorgenti luminose prevede che le polveri fluorescenti contenenti mercurio siano recuperate e trattate attraverso un apposito processo di distillazione.

Le diverse varianti di questi due metodi e i procedimenti semimanuali per le lampade con forme particolari. Si stanno inoltre sviluppando nuovi metodi, che prevedono ad esempio l’uso di liquidi.

Attraverso tecnologie all’avanguardia e strumenti di ultima generazione è possibile recuperare e riciclare quasi il 99% delle componenti presenti all’interno delle lampade fluorescenti, recuperando i materiali di cui sono composte (metalli, vetro e materie plastiche) e mettendo in sicurezza le sostanze pericolose presenti al loro interno. Il mercurio viene infatti separato per distillazione dalle polveri fluorescenti che lo contengono e recuperato.

In particolare il riciclo ed il trattamento del mercurio all’interno delle sorgenti luminose si traduce in vantaggi duplici: evitarne la dispersione nell’ambiente e riutilizzo del mercurio recuperato. Grazie infatti a tecnologie ed impianti di ultima generazione, testati e ormai disponibili sul mercato, è possibile oggi recuperare tutto il mercurio presente all’interno delle sorgenti luminose.

Il vetro costituisce al momento il materiale con le maggiori potenzialità commerciali, potendo essere riutilizzato nel campo dell’edilizia (lane di vetro e isolanti), nel settore della vetrificazione delle piastrelle ed in futuro anche nella produzione delle lampade stesse.

da : ecolamp

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