Digitalizzazione film in pellicola : caso Alberto Sordi.

Solo due parole….

Martedì 15 giugno 2010 la Fondazione Alberto Sordi ha ricordato il grande “Albertone” nel giorno del suo 90°  compleanno alla presenza di numerosi personaggi del mondo dello Spettacolo, dell’Arte, della Cultura e della Politica, che porteranno una propria testimonianza in ricordo del grande attore.
I fondi raccolti da tale manifestazione vengono devoluti alla ricerca sul Morbo di Alzheimer condotta dal dipartimento di Neurologia della “Università Campus Bio-Medico” di Roma.

Istituita dall’attore nel 1992 e riconosciuta come Ente Morale con D.M. del 30.10.95, la Fondazione promuove la ricerca scientifica sulle patologie dell’età  avanzata e l’assistenza qualificata alle persone anziane, nel rispetto prima e nella valorizzazione poi della dignità  della persona umana e del suo diritto alla vita e alla salute,mediante la realizzazione di centri polivalenti di assistenza agli anziani e di ricerca scientifica applicata nelle patologie dell’età senile.

“Molti anziani soffrono e sono sempre più a disagio – ha scritto Alberto Sordi – Dobbiamo portare loro un conforto, perché possano vivere la vita lieti e sereni, senza sentirsi scomodi. Ho fatto tutto questo perché anch’io ho raggiunto il traguardo della vecchiaia e capisco qual è il disagio”.

Ma l’altra problematica messa in rilievo dal presidente della Fondazione Alberto Sordi, Giorgio Assumma è il grave deteriorarsi delle pellicole dei quasi 200 film interpretati e diretti dal grande albertone, perchè sono tutti fissati su supporti in pellicola e la pellicola con il tempo distrugge le immagini.

Pertanto Assuma fa un appello, da me fortemente condiviso e reso ancor piu’ noto tramite il blog, al ministro Bondi di farsi promotore di un provvedimento di legge che solleciti l’intervento di sponsor per trasferire i film in digitale, permettendone l’uso gratuito a chi intenda studiarli. Inoltre le spese investite in questa operazione dagli sponsor dovrebbero essere detratte dalla dichiarazione delle imposte.
Mi unisco a questo grido d’allarme che deve essere ascoltato altrimenti perderemmo noi italiani tutti, cultura cinematografica specchio della nostra storia del dopoguerra nota come neorealismo.

Tutto cio’ spero potra’ servire a casi analoghi quali Toto’ , Vittorio De Sica, e tantissimi altri nostri famosi attori e autori, senza parlare anche del fatto che in questo modo, con la sponsorizzazione si eviterebbero soprattuttto anche onerosi dispieghi di soldi pubblici.

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