Pdm : smilitarizzazione Gdf.

Pubblichiamo comunicato stampa inviatoci dal Pdm ,partito per la tutela e i diritti dei militari e forze di polizia sull’annosa questione riguardante la smilitarizzazione della Gdf.

“Da oltre un anno è conservata nei cassetti delle Commissioni Difesa e Finanze della Camera dei Deputati la nostra proposta di legge 3276, « Delega al Governo in materia di istituzione del Corpo della polizia tributaria, di nomina del Direttore generale di tale Corpo e di transito del personale del Corpo della guardia di finanza nel medesimo», presentata dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia (Pdm), volta ad attualizzare alcune disposizioni di carattere ordinativo e funzionale relative al Corpo della guardia di finanza, tenendo anche conto delle particolari peculiarità e dell’assetto organizzativo generale della pubblica amministrazione, in piena coerenza e a completamento dell’assetto delineato dalla legge delega n. 78 del 2000 e dai relativi decreti attuativi che hanno confermato e rafforzato il ruolo del Corpo quale Forza di polizia a competenza generale in materia economica e finanziaria alle dirette dipendenze del Ministro dell’economia e delle finanze e con compiti ad elevata specializzazione. Ne chiediamo con forza l’immediata calendarizzazzione e quindi una rapida approvazione da parte del Parlamento perché la smilitarizzazione del Corpo della guardia di finanza è il passo essenziale da compiere se si vuole abbassare la barriera di segretezza che separa l’operato del Corpo dalla coscienza di tutti i cittadini. La segretezza, se da un lato può rappresentare una forma di tutela dei cittadini e rispondere a comprensibili esigenze d’ufficio, da un altro lato è, invece, uno strumento multiuso nelle mani di taluni settori dell’amministrazione, con il rischio che questi si trasformino in veri e propri poteri occulti. Gli innumerevoli scandali che si ripetono da anni e anni rivelano le vere ragioni che stanno alla base della difesa ad oltranza dello status militare ad opera di larga parte dei vertici del Corpo: esso rappresenta la vera fonte del loro potere e della sopravvivenza dei loro privilegi personali, per la conservazione dei quali è necessario che il Corpo della guardia di finanza rimanga chiuso in se stesso e sia impermeabile a qualsiasi contatto con la realtà esterna. È proprio la mancanza di trasparenza all’interno della struttura militare ad aver favorito lo sviluppo di gravi deviazioni, destabilizzanti il Corpo della guardia di finanza e le stesse istituzioni dello Stato, come la cronaca continuamente ci conferma. L’incredibile passività del Parlamento è un sintomo di quanto occorra intervenire perché le guardie di finanza non si trovino a dover combattere sotto il duplice attacco della malavita e dell’aberrante sistema istituzionale nel quale sono costretti, e da vittime, ad operare. Smilitarizzare il Corpo significa quindi sottrarre i finanzieri al dovere di cieca obbedienza alle gerarchie che con il potere della subordinazione li costringono alla riservatezza e all’obbedienza al capo, e non alla Legge.”

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